"Peer education" per la prevenzione: un utilizzo consapevole dei nuovi media

Negli ultimi anni l’incredibile progresso avvenuto nel campo delle nuove tecnologie non solo ha cambiato le nostre abitudini quotidiane ma ha anche profondamente trasformato il nostro modo di comunicare ed interagire. Se da una parte le nuove tecnologie hanno sicuramente portato numerosi vantaggi in diversi ambiti come quello della comunicazione, del tempo libero, della medicina, della scuola, ecc… dall’altra parte si è verificato nel tempo un uso non sempre appropriato in particolar modo dai più giovani portandoli, anche se in rari casi, a sviluppare una vera e propria dipendenza.

L’attualità della tematica ha portato la Croce Svizzera, sezione del Sottoceneri a decidere di coinvolgere Radix Svizzera italiana nel progetto di educazione tra pari GO Peer iniziato lo scorso anno alla Scuola Media di Pregassona.

L’intento è quello di ampliare da una parte le competenze mediali dei Peer Educator e dall’altra parte di fornire loro una maggiore consapevolezza riguardo un uso positivo (ripetizione) delle nuove tecnologie facendoli inizialmente riflettere sulla loro frequenza di utilizzo rispetto al tempo passato online ogni giorno e durante i fine settimana per poi chiarire loro il concetto di come e quando si sviluppa una dipendenza e quali tipi di rischi sono correlati. Queste competente dei Peer Educator potranno poi essere uno strumento utile durante i momenti di scambio tra pari che avverranno nelle classi nella seconda parte della formazione.

 

Peer Education – come funziona?

Lo scorso anno un gruppo di ragazzi ha seguito una formazione gestita da Croce Rossa Svizzera in collaborazione con la SUPSI, per diventare dei Peer Educator. I Peer Educator sono ragazzi che ricevono degli strumenti specifici per imparare a gestire i loro coetanei durante dei momenti di scambio all’interno delle classi su un tema specifico. A seconda del tema scelto dalla sede i ragazzi ricevono poi una formazione sui contenuti (la tematica). Lo scorso anno a Pregassona il tema scelto è stato quello del cyberbullismo. Alla fine della formazione, durata 5 mesi, le coppie di Peer Educator nel corso del mese di aprile 2016 sono stati nelle classi di seconda e terza per stimolare la discussione sul tema. Le classi hanno accolto in modo molto positivo i loro coetanei e hanno chiesto a più riprese di poter ripetere l’esperienza poiché hanno ricevuto degli strumenti utili per il loro quotidiano. Durante i momenti di scambio non vi erano adulti presenti – erano però a disposizione in caso di bisogno.

Quest’anno il gruppo di ragazzi di quarta (Peer Senior), che ha già alle spalle un anno di formazione, collaborerà con il team di formazione per reclutare e formare i nuovi Peer Educator di terza (Peer Junior).

Oltre alla formazione sul tema delle nuove dipendenze durante la formazione di base che durerà fino alla primavera 2016 i Peer Junior acquisiranno delle nuove competenze (tra cui la capacità di gestire nuove situazioni e di organizzare efficacemente un tempo formativo definito, saper gestire momenti informativi con i pari, così come contenuti specifici inerenti la prevenzione alle nuove dipendenze).

I Peer Senior avranno invece il compito di promuovere e organizzare altre azioni di prevenzione all'interno della scuola oltre ai momenti di scambio nelle classi.

Parallelamente il team di formatori sarà accompagnato da un gruppo di docenti che fungerà da gruppo di supporto per il progetto. Il loro ruolo sarà fondamentale: oltre a promuovere e sostenere gli interventi pensati dai ragazzi, saranno per loro un punto di riferimento come supervisori e si occuperanno dell’organizzazione pratica e concreta all’interno della sede.

Il progetto è pensato per continuare nel tempo: ogni anno verranno formati dei nuovi Peer Educator, così che, anno dopo anno, questa modalità di prevenzione diventi parte integrante della cultura di sede. Per questo motivo è importante che vi sia la collaborazione e l'adesione da parte di tutta la popolazione coinvolta: i docenti, i genitori e gli allievi.

 

Perché la Peer Education funziona?

  • Perché i ragazzi parlano la stessa lingua
  • Sono più credibili: hanno un patrimonio comune e vivono le stesse esperienze
  • Raccontare un'esperienza a un pari crea meno ansia di deludere o di essere giudicati
  • L'assenza di adulti durante gli interventi tra pari favorisce la libertà di espressione da parte dei ragazzi
  • Si stabilisce un rapporto di maggiore alleanza e collaborazione tra ragazzi e adulti/esperti

 

Inoltre l’intento della Peer Education è anche quello di aiutare i ragazzi ad acquisire competenze in grado di metterli in condizione di risolvere i problemi che incontrano a scuola e nella vita quotidiana, competenze quali la capacità di risoluzione dei problemi, lo sviluppo dell'empatia, la capacità di esprimersi in modo appropriato, il sentimento di efficacia personale e collettiva.